15 / 01 / 2020

LA STORIA A PROCESSO

di e a cura di Elisa Greco

L' Affaire Dreyfus e la Ragion di Stato: Colpevole o Innocente ?
15 gennaio 2020 ore 21.00


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Il palcoscenico del Teatro Eliseo si trasforma in aula di tribunale con magistrati avvocati e personalità della società civile che danno vita a braccio ad un dibattimento processuale.

INTERPRETI E PROTAGONISTI

Introduce Elisa Greco
Presidente della Corte Simonetta Matone
Pubblico Ministero Fabrizio Gandini
Avvocato Difensore Cesare Placanica
Alfred Dreyfus David Parenzo
Testimone di accusa Giordano Bruno Guerri
Testimone di difesa Fiorenza Sarzanini



Se l’Accusa e la Difesa si confrontano sui capi di imputazione con determinazione e perizia, è il Presidente della Corte che regola il contradditorio, ascolta i Testimoni mentre l’Imputato dichiara la sua versione dei fatti. Al termine è il pubblico che, con il suo voto, emette il verdetto.

Colpevole o Innocente?

IL VERDETTO Doppio spiazzante verdetto su Giornalisti 4.0 e Fake News
L’Affaire Dreyfus e la ragion di Stato: Colpevole e Innocente?

L’imparzialità e l’autonomia della stampa che ha pubblicato menzogne nel 1894 viene “assolta” dalla giuria social di Radio Luiss mentre il pubblico del Teatro Eliseo con i suoi voti a fine dibattito ha deciso con ampia maggioranza di non assolvere il giornalista che non verifica le sue fonti e non fa da filtro.
Questo il verdetto emesso ieri sera, mercoledì 15 gennaio, nel secondo appuntamento romano della stagione 2019-2020 del format teatrale La Storia a Processo!, ideato e curato da Elisa Greco. Il processo vero e proprio - fatto come da tradizione a braccio da “veri” magistrati, avvocati, giornalisti o politici - riguardava infatti il tema dei moderni organi di informazione, in epoca di fake news veicolate sui social media in grande quantità e grande velocità, e della capacità dei giornalisti 4.0 di essere autonomi e imparziali (votazione finale talloncino azzurro). Oppure c’è il rischio che il nuovo modo di fare informazione possa fare da sponda ai poteri forti per rappresentare una realtà diversa? (talloncino rosso).
“Siamo andati oltre la storia focalizzando il contrasto eterno tra verità e falsa verità - ha commentato l’autrice e curatrice Elisa Greco - Infatti con questa scelta ho voluto, provocatoriamente, mettere a processo e sottoporre al giudizio del pubblico quanto le fake news possano influenzare e dare un’impronta alla realtà stessa. D’altra parte è significativo il doppio e contrastante verdetto che sottolinea ancora una volta la differente visione “generazionale” nell’approccio alle nuove realtà mediatiche”.
“Il tema è complesso ma attualissimo”, ha subito preannunciato Simonetta Matone, nota magistrata nei panni di una graffiante presidente di Corte. Sotto accusa i giornalisti e i direttori responsabili dei quotidiani “La Libre parole”, “Le Petit Journal”, “L’Intransigeant” e “La Croix” che, in una Francia di fine ‘800 fortemente antisemita, hanno portato avanti una campagna di stampa falsa e piena di pregiudizi contro Dreyfus.
Ad impersonare il militare francese di origini ebraiche, accusato nel 1894 di alto tradimento e per questo degradato e deportato sull’isola del Diavolo, un esplosivo David Parenzo, anche lui di religione ebraica, che in riferimento ai protagonisti della serata ha subito ironizzato: “Ci troviamo qui tra il salotto di Vespa, il delitto di Cogne e il difensore di Carminati”, ha detto riferendosi a Matone ospite fissa di Porta a Porta, al pm Fabrizio Gandini che fece condannare Franzoni e a Cesare Placanica, avvocato penalista e attuale difensore dell’ex Nar Massimo Carminati. “Sono il nemico perfetto, perché Dreyfus è il paradigma del vero grande complotto. I Protocolli dei Savi di Sion, ad esempio, sono stati il primo grande esempio di fake news. I giornali spesso accarezzano la tigre nel verso giusto. Il giornalista 4.0 deve avere tre strumenti per combattere le fake news: la vanga, per scavare e trovare le notizie, la bussola, per inquadrare il fatto, e il setaccio per separare la sabbia dalle pepite d’oro”.
Per l’avvocato difensore Cesare Placanica “non ci sono verità rivelate. Io difendo l’assoluta incolpevolezza di coloro indotti in errore, perché solo nei paesi illiberali questo non si può fare. Il giusto processo vale per Totò Riina e Tortora. Dreyfus è stato una vittima e i giornalisti si sono limitati a fare il loro dovere”.
Secondo il pm Fabrizio Gandini nel caso di Dreyfus “chi è il miglior traditore di un ebreo? La verità mediatica produrrà la verità giudiziaria. Il confine tra verità e fake news è un confine sprovvisto di tutela”.
“Quando un processo è all’origine falsato da prove false, chiaro che è più difficile provare la verità - ha affermato la giornalista di giudiziaria, Fiorenza Sarzanini, nel ruolo di testimone della difesa - un giornalista può confutare la verità solo quando viene messo nelle condizioni di farlo”.
Per lo storico e scrittore Giordano Bruno Guerri, nei panni di testimone dell’accusa - “chi controlla l’opinione pubblica ha il potere” e poi ricordando “l’amico Pansa”, di recente scomparso, ha aggiunto: “Quanto abbiamo ingannato i nostri lettori con la bandiera falsa dell’obiettività”.
Sempre grande successo per gli incontri Dialogando sulla Costituzione che si svolgono, nell’ambito del format, a teatro immediatamente prima del Processo: da questa edizione infatti insieme al team di “volenterosi” giudici, coordinati dal magistrato Fiammetta Palmieri, che da sempre conducono gli incontri, ci sono gli studenti dell’Università Luiss Guido Carli a cui è affidato il compito dell’ interlocuzione con i più giovani partecipanti: gli studenti dell’Istituto superiore Tommaso Salvini, a cui si sono uniti, per la prima volta gli alunni del liceo Margherita di Savoia. Tutti poi Presenti in platea insieme agli studenti dell’Università Luiss Guido Carli che hanno emesso il verdetto social,
Si ringrazia per l’affettuoso sostegno DATASTAMPA

Il format, giunto alla dodicesima edizione - commenta l’autrice e curatrice Elisa Greco - pone al centro della scena la Storia e la Politica scandagliando, tra l’ironico e il divertente, il serio e l’approfondimento, l’arguto e il leggero che non diviene mai banale, l’animo, la vita, le azioni pubbliche di un Protagonista che ne è stato l’espressione. Nel ripercorrere le varie edizioni ritroviamo come imputati eccellenti: Tony Blair, Napoleone Bonaparte, Lucrezia Borgia, Fidel Castro, Coco Chanel, Winston Churchill, la politica di Bettino Craxi, Marie Curie, Erasmo da Rotterdam, Charles Maurice de Talleyrand, Albert Einstein, Oriana Fallaci, Giuseppe Garibaldi, Artemisia Gentileschi, Steven Paul Jobs, Helmut Kohl, JF Kennedy, Enrico Mattei, Lina Merlin, Francois Mitterand, Marilyn Monroe, Adriano Olivetti, Mary Quant, Ronald Reagan, Josef Radetzky, Diana Spencer, Margaret Thatcher.