La Storia

OGNI BELLISSIMA COSA - Rassegna Stampa

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Il protagonista dello spettacolo, in scena fino a domenica al Teatro Due, con un'ottima traduzione e regia di Monica Nappo, ripercorre infatti la sua vita attraverso i fallimentari (e non) tentativi di suicidio della madre. Al centro del pubblico disposto circolarmente, solo con uno sgabello e tutta un a vita da raccontare, un intenso, bravo, convincente Carlo De Ruggieri, in un contagioso ed emozionale gioco di teatro nel teatro.
Maria Cristina Maggi - La Repubblica - Parma

Every brilliant thing è un testo del drammaturgo britannico Duncan Macmillan, scritto con Jonny Donahoe, già rappresentato con grande successo in Europa e in America. Arriva in Italia grazie alla curata traduzione - e regia - di Monica Nappo, che ha cercato di riprodurre la stessa leggerezza, lo stesso garbo e la stessa sensibilità del testo inglese. Un testo che colpisce per la sua immediatezza, per la capacità sorprendente di arrivare a tutti e regalare, se pur nella drammaticità del tema, una ventata di speranza e anche - può sembrare paradossale, ma è così - di divertimento. 
Stefania De Fonzo - Mediaesipario.it

Iperpremiato, il lavoro di Macmillan, Ogni Bellissima Cosa approda al Teatro Elfo Puccini di Milano, con la sua carica di umanità. Ma anche la sua originalità: tirar dentro il pubblico che si trova davvero a recitare (ma non vi sveliamo come), convincerlo che tutto ciò che è finto (il cane fatto con la giacca di uno spettatore, la macchina creata con uno sgabello, il pianoforte con una tastierina) sia incredibilmente vero e abbia la capacità di evocare luoghi e persone.
Valeria Palumbo - Teatro.persinsala.it

Chiunque si trovi ad ascoltare il lunghissimo elenco di Ogni bellissima cosa non può resistere alla tentazione di redigere a mente una piccola lista personale, di aggiungere dei punti o modificarne altri, a dimostrazione del fatto che siano proprio le cose più semplici a dare un senso alla vita, come, appunto, un promemoria di tutto ciò che al mondo è meraviglioso, un atto banale, che, tuttavia, rivela l’istinto vitale dell’uomo, incapace di arrendersi davanti alle difficoltà e per natura teso a cercare sempre il bello dell’esistenza.
Angelica Orsi - Milanoteatri.it

Carlo ci riporta al mistero della vita, ove non tutto può essere perfettamente spiegabile, e la fantasia diventa quel grande maestro capace di guidarci anche nei momenti bui. La musica, con il suo linguaggio universale, scandisce ogni momento importante: il jazz, il blues, la voce di Ray Charles o di Nina Simone, gli assoli di batteria con i campanacci, le canzoni al piano.
Clarissa Comunale - Messinaora.it

Bello che lo spettatore non abbia dovuto spiare dal buco della serratura la messinscena di una vita e che anzi sia stato chiamato a parteciparvi. Nessuna imbeccata per coglierne il senso più profondo. Del resto tutto era lì, a portata di mano. Bastava solo riconoscerlo. Magari chiudendo gli occhi su un incantevole assolo di batteria. E dimenticarti di sé.
Giusi Arimatea - Infomessina.it

Gli autori raccontando la propria vita raccontano, forse la nostra e De Ruggeri giocando in questo modo ci coinvolge e ci fa ri-vivere teatralmente quello che sarebbe potuto capitare. Ad esempio scambiare il libro I dolori del giovane Werther di Goethe con uno che non t'invoglia a gettarti da un balcone, oppure giocare con un calzino e farlo diventare un cagnolino con cui dialogare.
Gigi Giacobbe - Sipario.it