La Storia

N.E.R.D.s - Rassegna Stampa

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Un quartetto davvero perfetto quello che vede come protagonisti Tommaso Amadio, Riccardo Buffonini, Michele Radice, Umberto Terruso, bravi non solo nella parte dei quattro fratelli ma soprattutto nei doppi/tripli ruoli che si ritrovano a fare sulla scena, a volte con estrema autenticità altre volte invece nei toni della più spassosa farsa. Una sintonia impeccabile quella dei quattro attori, sicuramente cementata anche dalle diverse occasioni che molti di loro hanno avuto per lavorare insieme (Mattia - A lifechanging experience; Brutto). Ma la chicca geniale è il finale che non vogliamo svelare: diciamo solo che vale la pena pagare il biglietto anche solo per gli ultimi dieci minuti di N.E.R.D.s, ma non potreste goderveli a pieno senza tutto quello che viene prima: e allora già che ci siete gustatevelo tutto!
Emanuela Mugliarisi - Saltinaria

In una moltitudine di scenette, frammenti sparsi volti a scandagliare dinamiche, affetti e menzogne, N.E.R.D.s. fotografa, così, ora con tocco realistico, ora con guizzi decisamente surreali ed esilaranti, un presente disastrato, culla di nevrosi e psicosi (“N.E.R.D.” è anche l'acronimo del reflusso gastrico da stress), di egoismi e senso di inadeguatezza, sullo sfondo di una gioventù sull'orlo di una crisi di nervi che, suo malgrado, si adatta per preservare la specie, immolandosi a un'idea di famiglia che pare dare molti più dolori che gioie.
Mattia Caruso - Recensito.net

“N.E.R.D.s” ci conduce così nel cuore nero della famiglia contemporanea, dove i confetti che ci vengono serviti in questo pranzo d’anniversario sono pillole amarissime di verità negate, di passioni andate a male, di frustrazioni e rabbie che covano sotto la rispettabilissima istituzione della famiglia tradizionale. In questo viaggio lungo i sentieri dell’anafettività veniamo scortati da una drammaturgia perfetta, tesa, incalzante, cinica. Si ride amaro, mentre i protagonisti rimbalzano frasi e schegge di amarezza, e in questo spostare in maniera apparentemente casuale il discorso da un punto all’altro rivelano ognuno il proprio lato oscuro.
Laura Timpanaro - Krapp’s Last Post

Davvero eccezionali drammaturgia e regia: il testo è sarcastico e pungente, ma profondo e amaro, come l’amaro che lascia in bocca allo spettatore all’uscita dal teatro. Interessanti e originali alcune scelte, come quella di inserire nei cambi scena gli attori con la testa ricoperta dalla maschera di papera, quasi a voler simboleggiare l’abbrutimento e la bestialità a cui è giunta la specie umana. Anche il titolo intriga il pubblico: cosa significherà N.E.R.D.s? Giovane poco avvenente, che compensa questa mancanza con una passione ossessiva per la tecnologia, come nell’accezione comune? Non sembra dallo spettacolo. Si riferisce ai nomi dei protagonisti? Di sicuro vi allude, ma sappiamo che il testo vuole far riferimento al non erosive reflux disease, sintetizzato nell’acronimo NERD, ossia il reflusso gastrointestinale a cui fa riferimento lo spettacolo. Riuscita e vincente anche la caratterizzazione dei personaggi sia femminili che maschili, tutti interpretati sapientemente dai quattro attori Tommaso Amadio, Riccardo Buffonini, Michele Radice e Umberto Terruso. Questa trovata aggiunge comicità e divertimento allo spettacolo, senza scadere in caricature disturbanti, ma allo stesso tempo sembra ribadire l’inesistenza di un’identità di genere, con il trionfo della società liquida.
Mena Zarrelli - La Platea