La Storia

LE BRACI - Rassegna Stampa

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Converrà così lasciare alle spalle la scrittura di Màrai, la coinvolgente ricchezza del racconto e dell’ansia, la memoria del tempo giovane di Konrad e di Henrik, l’uno diventato generale ed ormai anziano e rinchiuso nell’impossibile attesa di un incontro, l’altro giunto all’improvviso da terre lontane a colmare un vuoto enorme come la vita stessa. E dell’amore di entrambi per Kristina. Impossibile a dirsi eppure forte tanto da motivare il pensiero di uccidere. E della guerra che stringe il tempo. E dei giuramenti a cui rimanere fedeli. Scrittura complessa da riprendere poi, dopo essersi impossessati di questo impalpabile percorso d’attori. Ché Fulvio Calise ha lavorato abilmente sottrarre, e con lui Laura Angiulli, a rinchiudere i due uomini nello spazio doppio, fisico e metafisico, dove il tempo lascia i suoi segni e l'ostinata fatica di una fedeltà non ricambiata. L'incontro atteso da troppo tempo è enigma che scioglie i suoi nodi. Per uno spettacolo bello e severo, d’intenso percorso, che Renato Carpentieri e Stefano Jotti hanno costruito in uno scambio serrato, mettendo insieme due solitudini, per piccoli impercettibili gesti ansiosi, sguardi taglienti, impreviste ironie, mani che accennano e dicono il loro concertato sapiente. La scenografia di Rosario Squillace evidenzia e asseconda malinconie, le luci di Cesare Accetta segnano i corpi e lo spazio lasciando intravedere intuizioni e pensieri.
Giulio Baffi – La Repubblica Napoli

Le parole, i discorsi, le riflessioni, tenute in un arco temporale brevissimo, sono i protagonisti assoluti in questa storia: sulla carta riempiono le pagine e sul palco riempiono lo spazio grazie all’ adattemento teatrale che riesce a racchiudere nei circa 60 minuti di rappresentazione la storia di Henrik a Konrad dando spazio a tutte le considerazioni sull’amicizia, la vita e il destino che Marai dissemina nel manoscritto, alla regia essenziale al servizio del testo e ai due interpreti che incarnano con vigore la drammaturgia senza sbavature. […] Se dunque Le braci è il testo che descrive con più attenzione di qualunque altro la psicologia e la poliedricità di un rapporto tra due essere umani e disvela le logiche dei comportamenti umani quando sono in gioco i sentimenti e le passioni che il vivere ci offre, questa versione firmata dalla Angiulli riesce non solo a dare corpo e voce a due intramontabili personaggi della letteratura europea, ma soprattutto ad amplificare il pathos che ogni lettore può aver provato ed immaginato davanti alla pagina scritta. E la summa del dialogo e di tutto ciò che è stata la vita della coppia di protagonisti, diventa la domanda finale – con cui si chiude lo spettacolo – che Henrik pone a Konrad ricevendo in cambio una pleonastica risposta: è proprio la passione che riesce a tenere in vita ciascuno anche quando tutto intorno c’è solo distruzione e il proprio mondo si sta sgretolando, Henrik ne è consapevole anche se lo chiede a Konrad, così come è consapevole che alla passione, al suo essere soffio vitale, si resta sempre fedeli. Così come lo sono stati loro, del resto.
Quartaparete

Laura Angiulli dispiega una delle sue regie più felici. In perfetto accordo con l’impianto scenografico di Rosario Squillace e il disegno luci di Cesare Accetta, trasforma il luogo dell’azione per l’appunto in uno spazio dell’anima. Che cosa traduce lo spostarsi a casaccio di Henrik e Konrad su due sedie e tre poltrone spaiate, se non i disordinati soprassalti della coscienza che sempre, una volta messo in moto, induce il meccanismo della memoria? E a che cosa allude l’enorme cornice vuota appoggiata sul pavimento contro una parete, se non alla voragine apertasi, giusto, al termine del primo conflitto mondiale? debbo proprio perder tempo a dire quanto siano «aderenti» a tanta smarrita e pure indomita poesia della vita Renato Carpentieri (Henrik) e Stefano Jotti (Konrad)? Andate a vederli e a sentirli. Sono il motore (e, molto di più, lo spirito) di uno dei migliori spettacoli che abbia visto in Italia negli ultimi tempi.
Enrico Fiore – Controscena.net