La Storia

DI SUONI E D’ASFALTO - Rassegna Stampa

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È carente la definizione reading, perché qui la componente emozionale è molto forte, come negli spettacoli totalizzanti, e l’intesa tra le parole e gli strumenti crea immagini. È una galleria che trasporta dai tempi remoti delle cosmogonie arborigene de “Le vie dei canti” di Kerouack, al mare aperto, affrontato al timone di una nave, di Le Clézio, alla tradizione zingaresca di libertà. Cambiano i luoghi rievocati, si passa da descrizioni e sogni a liriche d’amore, in un vortice di musica popolare, sottolineata da momenti di danza e da abiti che rievocano atmosfere tzigane o tanguere. Su tutto, un brano di Oceano Mare di Baricco, divertente, leggero come il suo protagonista Bartleboom, che Allegri racconta e gioca con un fare irresistibile, dal registro incantevole e stralunato.
Nicoletta Cavanna - Radio Gold

Si legge Miller, Cervantes, Kerouac, Soldati, Chatwin, Le Clèzio, McCarthy e le musiche sono Klezmer, Tango, suoni Berberi e Mediorientali, ed il pubblico segue, segue il tempo con i battiti delle mani e con il cuore. Ci troviamo tutti a bere tè verde sotto una tenda sahariana oppure in treno, ad aspettare le gallerie dei Giovi fra Torino e Genova, siamo in Sud America o in un campo di zingari, a seguire le antiche regole di chi non si vuole piegare ad un vita stanziale.
Francesco Roma - Teatrionline