La Storia

A proposito di..."Americani"

Dicono di noi

Leggi tutti gli estratti dalla rassegna stampa di Americani


Scopri di più

Dall’«anziano» Daniele Sonnino (Sergio Rubini) all’enigmatico Tommaso Mariani (Gianmarco Tognazzi), dal furbo sbruffone Riccardo Roma (Francesco Montanari) all’avvilito Giorgio Arnone (Roberto Ciufoli), all’eterno perdente Gianni Boni (Giuseppe Manfridi). Tutti gli interpreti sanno dare ai propri personaggi una caratura espressiva che convince e fa riflettere. Gli anni ’80 sono lontani eppure molto attuali, purtroppo.
Emilia Costantini, Corriere della Sera - 3 ottobre 2016

L’umanità fallata di marpione anziano dell’azienda (Sonnino/Rubini, ndr) lo mette in lizza con gli altri in un gioco al massacro di risultati di vendita, e lui ha uno spleen a tratti da ottimo commesso viaggiatore di Miller, encomiabile ma non sempre coincidente con la brutalità di Mamet. Molesto quanto suggerito dalla parte è il “collega” Francesco Montanari, con apporti più burocratici di Gianmarco Tognazzi e Gianluca Gobbi, e con un cammeo di tizio frodato (e afasico) reso da Giuseppe Manfridi.
Rodolfo di Giammarco, La Repubblica - 9 ottobre 2016

Mamet imposta e scioglie tensioni con un ritmo che ai suoi esordi fu salutato come degno di un erede, statunitense e sboccato, di Harold Pinter. […] Si fanno ammirare parecchi interpreti, tra cui Francesco Montanari, Gianluca Gobbi, Rubini stesso e lo scrittore Giuseppe Manfridi nella spiritosa caratterizzazione di una vittima.
Masolino D’Amico, La Stampa - 3 ottobre 2016

Un cast tutto di notevole livello […] La forza del realismo di Mamet è quella di lavorare sul confine di un assurdo esemplare, nel ritrarre individui di un’umanità alla deriva in cui sono echi di Pinter e Beckett più che di Miller e Williams, con dialoghi serrati e incalzanti, prima a due negli incontri ai tavolini di un bar in proscenio, poi nel surriscaldarsi dell’atmosfera nella sede dell’agenzia (le scene realistiche sono di Paolo Polli). E gli applausi sono stati lunghi e calorosi alla prima.
Paolo Petroni, ANSA - 27 settembre 2016

Sergio Rubini dona tutta la sua sapiente energia, nevrotica quanto interiorizzata, a una figura di illuso perdente che rimpiange i miseri fasti di un passato non ripetibile. Tognazzi è l’ottuso e impassibile Tommaso Mariani, Montanari elabora un’interpretazione vigorosa, sfaccettata, credibile e curatissima di Riccardo Roma, il drammaturgo romano Giuseppe Manfridi, qui in veste di attore, presta le sfumature del disadattato. Misurato risulta Roberto Ciufoli per il titubante Giorgio Arnone, mentre Gianluca Gobbi si dimostra abile nel disegnare la mancanza di scrupoli di Giacomo Mossa
Tiberia De Matteis, Il tempo - 14 ottobre 2016

Sono tutti poveracci. A cominciare da Daniele Sonnino (interpretato da uno schizofrenico e umano Sergio Rubini), che implora il suo capo Tommaso Mariani (un Gianmarco Tognazzi freddo e di poche parole ma efficacissimo) di aiutarlo a risalire la china, fino a Riccardo Roma, convinto di essere il migliore di tutti (Francesco Montanari è perfetto in questo ruolo, ambizioso come il Libanese di Romanzo criminale) o a Giorgio Arnone (bella prova di Roberto Ciufoli) e Giacomo Mossa (un deciso e divertente Gianluca Gobbi), anche loro venditori di poca fortuna. E poi ci sono l’ispettore Balducci (Ferderico perrotta) e Gianni Boni (Giuseppe Manfridi), a cui tocca la parte (riuscitissima) del frustrato dalla vita e dominato dalla moglie.
Francesca de Sanctis, L'Unità - 30 settembre 2016

Lo stesso Barbareschi - che firma traduzione e direzione artistica - ritiene che questo sia il testo più bello sulla crisi dei valori economici. Certo offre un riuscitissimo pentagramma di botta e risposta a sei attori, fra i quali spiccano un travolgente Sergio Rubini che volge in dialetto pugliese: e un Gianmarco Tognazzi, ovvero il carrierista disperato e il boss senza scrupoli; oltre a Francesco Montanari, Roberto Ciufoli, Gianluca Gobbi e Giuseppe Manfridi.
Maurizio Giammusso, L’Huffington Post - 29 settembre 2016

Il lavoro sulla drammaturgia è quello di un sarto esperto che prendendo le misure dell’originale lo adatta modellandolo a curve e forme. Testo e trama sono intatti, come le indicazioni scenografiche contenute nelle didascalie di Mamet. […] Rubini è Shelly Levene, Daniele Sonnino nella versione italiana. La sua nemesi e anche il suo discepolo, Riccardo Roma, lo gioca bene Francesco Montanari […] A Gianluca Gobbi (scuola genovese, un concentrato di talento e mestiere) e Roberto Ciufoli il compito di formare la coppia comica, anch’essi ben inquadrati nei propri ruoli, come d’altronde il mansueto impiegatuccio di Giuseppe Manfridi e il severo capo ufficio Marani di Gianmarco Tognazzi. Perché la cifra principale della regia di Rubini è proprio nella ricerca di un amalgama recitativa funzionale al testo ma che si tenga ben alla larga dal facile scimmiottamento hollywoodiano all’italiana. Basti pensare proprio alla voce con cui l’attore di origine pugliese comincia lo spettacolo, lontano appunto dagli stereotipi, verso un piano interpretativo originale.
Andrea Pocosgnich, Teatroecritica.net - 1 ottobre 2016

È senz’altro buon auspicio iniziare la stagione teatrale con uno spettacolo che vale la pena di andare a vedere. È il caso dell’Eliseo di Roma con “Americani” di David Mamet con gli ottimi Sergio Rubini, attore e regista, Giammarco Tognazzi, Roberto Ciufoli, Francesco Montanari, Gianluca Gobbi, Giuseppe Manfridi e Federico Perrotta che traspongono magistralmente, in ambiente italiano, la rappresentazione e la “soluzione” tutta americana della crisi economica. […] Buone ed essenziali le scene di Paolo Polli, misurati i costumi di Silvia Bisconti, suggestive le luci di Iuraj Salieri e consone all’ambientazione le musuche di Giuseppe Vadalà.
Renato Ribaud, CulturaNews

Gli attori sono tutti bravissimi; lo spettacolo ha un ritmo perfetto, mai una sbavatura.
Lucilla Noviello, Affari italiani - 3 ottobre 2016

Recitato benissimo. Intenso e convincente
Maurizio Bonanni, L’Opinione - 4 ottobre 2016

La cosa incredibile è che la versione italiana, per la traduzione di Luca Barbareschi e la regia di Sergio Rubini, anche interprete nel ruolo che fu di Jack Lemmon nel film, si adagia perfettamente ai difetti nostrani, e senza dover tradire il testo originario.
Lorenzo Corvino, Treccani - 17 ottobre 2016

Interpretazione grandiosa di tutti gli attori tra i quali spicca la figura di Sergio Rubini, nella sua disperata ironia, goffaggine di uomo fragile, piccolo piccolo e illuso di poter ancora credere in se stesso o semplicemente in qualcosa. Interessante l’allestimento curato e raffinato: più rappresentazione disegnata nel primo atto con lo sfondo rosso e le luci soffuse; più realistico nel secondo atto, in cui viene ritratto un ufficio di agenzia con una finestra che guarda su uno scorcio di città.
Ilaria Guidantoni, Saltinaria - 1 ottobre 2016

ARTICOLI CORRELATI

Programmazione

Rubini: dopo il jazz, i mutui subprime

Gli affari immobiliari e l'avida e competitiva società americana, ritratta in modo feroce da David Mamet negli anni 80, è stata trasposta in Italia, a Roma, da ... Scopri di più.