Cent’anni di spettacolo

A partire dal 1900 centinaia di attori, registi, personaggi e spettatori emozionati hanno popolato le sale del Teatro Eliseo. Nomi del calibro di Eduardo De Filippo, Monica Vitti, Anna Magnani, Vittorio Gassman ne hanno calcato i palcoscenici, scrivendo ad ogni spettacolo un nuovo pezzo di storia del teatro italiano e internazionale.

1918

Nasce il Teatro Eliseo. Il luogo ribattezzato più volte a partire dal 1900, da Arena Nazionale a Teatro Apollo, viene definitivamente legato al nome Eliseo.  La gestione è affidata a Mentore Clerici e ben presto l'Eliseo diviene luogo cardine della mondanità romana, anche se, nei primi anni di programmazione, gli spettacoli continuano ad essere incentrati sul genere dominante del tempo: l'operetta. Nel 1921 nasce la Compagnia Operette Eliseo, nella quale vengono scritturati artisti come Luigia Pieroni e Dirce Maretta. Batte ogni record d'incassi la Compagnia Operette di Guido Riccioli con Nanda Primavera, mentre alla fine del primo ventennio del secolo scorso si cominciano ad affacciare sempre di più nella programmazione del teatro gli spettacoli di prosa.  Il 1931 è l'anno in cui sale sul palcoscenico un nuovo comico d'avanspettacolo, il cui nome, interprete di Trick Track (ovvero il vergine folle), rimarrà legato alla storia del nostro paese: è Antonio De Curtis, in arte, Totò. Di lì a poco altri due esordi segnano la storia dell'Eliseo e del teatro italiano.  Nel 1934 debutta in Roxy Bar di P. Dumming, un giovane Paolo Stoppa mentre, un anno dopo, si forma la Compagnia Spettacoli Eliseo, dove appare per la prima volta la straordinaria Anna Magnani

1936

Il nuovo impresario è Vincenzo Torraca, giornalista e intellettuale che rimarrà in carica fino al 1977. Sotto la sua direzione giunge la compagnia dei De Filippo al Teatro Eliseo che, per Eduardo, sarà il luogo di riferimento per i suoi spettacoli romani.  Nel 1937 inizia la ristrutturazione del teatro ad opera di Luigi Piccinato. Il progetto prevede la costituzione di 1300 posti (senza alcun palco d'onore), una piattaforma girevole sul palcoscenico, e l’abbassamento del soffitto per favorire l'acustica. L'anno dopo i De Filippo presentano per la prima volta a Roma Natale in casa Cupiello e, sempre nel 1938, nasce la Compagnia dei Giovani: diretti da Pietro Sharoff ne fanno parte Gino Cervi, Andreina Pagnani, Rina Morelli e Paolo Stoppa. Innumerevoli compagnie e attori di grande spessore si alternano nelle successive stagioni teatrali: Falzoni - Besozzi, Melato - Zacconi, Memo Benassi - Laura Carli, Elsa Merlini - Renato Cialente. Da Renzo Ricci ad Eva Magni, fino a Vittorio De Sica, i più grandi attori del tempo sono sul palco del Teatro Eliseo.  Nel 1943 si forma la nuova Compagnia dell'Eliseo con Sarah Ferrati, Rina Morelli, Giulio Stivale e Paolo Stoppa. 

1945

Nel 1945 va in scena Parenti Terribili di Jean Cocteau. La direzione dello spettacolo è affidata ad un giovane che presto entrerà a far parte della storia del teatro e del cinema mondiale: Luchino Visconti. La meticolosità, la precisione registica e l'esecuzione impressionano il pubblico dell'Eliseo che richiama con fragorosi applausi innumerevoli volte gli attori sul palco.  Andreina Pagnani e Anna Magnani dominano la scena durante la stagione teatrale con spettacoli come Il candeliere di Musset e Maya di Simon Gentillon, mentre fa il suo esordio teatrale Giorgio De Lullo, altro nome storico del teatro italiano.  L'anno successivo un cast memorabile con, tra gli altri, Carlo Ninchi, Andreina Pagnani e Valentina Cortese mette in scena Strano interludio di Eugene O'Neill: 5 ore di rappresentazione in anteprima europea.  Si forma la Casa della Compagnia Italiana di Prosa di Luchino Visconti con Rina Morelli, Paolo Stoppa, Mariella Lotti, Giorgio De Lullo e Tatiana Paulova.  Intanto Eduardo De Filippo continua a presentare con incredibile successo spettacoli come Napoli Milionaria (1945), Questi fantasmi (1946), Filomena Marturano (1947).  Nel 1948 va in scena Rosalinda (o come vi piace) di William Shakespeare di Luchino Visconti, figurini di Salvador Dalì e un nuovo nome in compagnia: Marcello Mastroianni. Durante il corso degli anni sono innumerevoli i successi degli spettacoli diretti da Visconti, tra cui, Morte di un commesso viaggiatore di Arthur Miller (1951), La locandiera (1952) e Le tre sorelle di Checov (1952) con Rina Morelli, Paolo Stoppa, Sarah Ferrati, Memo Benassi, Giorgio De Lullo, Sandro Ruffini, Marcello Mastroianni e Rossella Falk.  Nell'anno di un altro grande successo di Visconti, Zio Vanja, nasce la Compagnia dei Giovani con Giorgio De Lullo, Romolo Valli, Rossella Falk e Anna Maria Guarnieri. (1955). Nel 1957 va in scena l'unico spettacolo di Michelangelo Antonioni come regista teatrale: è I am a camera (io sono una macchina fotografica) di J.Von Druten con Monica Vitti e Giancarlo Sbragia. Nino Rota firma le musiche per L'impresario delle Smirne di Luchino Visconti, mentre nel 1958 un’altra grande coppia del teatro italiano, Giorgio Albertazzi e Anna Proclemer, porta sulla scena L'uovo di Felicien Marceau.   Il 1959 è un anno di grandi novità: Luchino Visconti presenta Figli d'arte di Diego Fabbri, Giuseppe Patroni Griffi il suo D'amore si muore e Giorgio de Lullo Il buio in cima alle scale di William Inge con le scene firmate da Pier Luigi Pizzi. L'Arialda di Giovanni Testori (1960) diretta da Visconti è ampiamente criticata per oltraggio alla morale, fino al divieto della messa in scena dopo il debutto milanese nel febbraio del 1961. Proprio la città meneghina si fa protagonista sul palcoscenico dell'Eliseo con El nost Milan di Carlo Bertolazzi e Schweick nella seconda guerra mondiale con Tino Buazzelli e la regia di Giorgio Strehler. Tra gli spettacoli in cartellone figurano altri due coppie di giganti: una giovane Lea Massari interpreta con Arnoldo Foà Due sull'altalena, mentre Dario Fo e Franca Rame sono i protagonisti di Aveva due pistole con gli occhi bianchi e neri

1961

Gli anni sessanta del Teatro Eliseo portano in scena il meglio della programmazione teatrale nazionale. Spettacoli di drammaturgia italiana e straniera, novità e riscoperte di grandi classici che generano nel pubblico grandissima attenzione e calorose partecipazioni.  Già nel 1961 l'Eliseo produce un nuovo Cecov con Il giardino dei ciliegi diretto da Mario Ferrero con Andreina Pagnani, Giuliana Lojodice, Filippo Scelzo e Carlo Hintermann. Nel 1963 si apre la stagione con una grande regia di Luigi Squarzina, Il diavolo è il buon dio di Jean Paul Sarte; nello stesso anno un altro grande regista firma due notevolissimi spettacoli: Franco Zeffirelli dirige Giorgio Albertazzi nei panni dell'Amleto e lo stesso attore con Monica Vitti in Dopo la caduta di Arthur Miller. Grande successo la stagione successiva per Vita di Galileo di Berthold Brecht con la regia di Giorgio Strehler e una storica interpretazione di Tino Buazzelli. (1964) Tra le tante compagnie internazionali ospiti del Teatro Eliseo, è da citare sicuramente il Living Theatre di New York diretto da Julian Beck e Judith Malina. (1965) Nel corso della medesima stagione, storica messa in scena de Il giuoco delle parti della compagnia De Lullo - Falk - Valli - Albani e de La governante di Vitaliano Brancati, regia di Giuseppe Patroni Griffi, con Anna Proclemer, Giorgio Albertazzi, Lilla Brignone e Gianrico Tedeschi.  Un'altra grande compagnia che attira su di essa le favorevoli attenzioni di critica e pubblico è La compagnia dei Quattro diretta da Franco Enriquez con Valeria Moriconi, Paolo Ferrari e Mario Scaccia: Rosencratz e Guildenstern sono morti di Tom Stoppard nel 1967 è un successo. Il 1969 vede la nascita di un nuovo binomio artistico, tra i più prolifici: è la compagnia Tieri - LoJodice che fa il suo esordio con La colpa è nel giardino di Edward Albee.  Tra la fine degli anni sessanta e gli inizio degli anni settanta sono diversi i nuovi spettacoli che Eduardo De Filippo mette in scena al Teatro Eliseo. Da Sabato domenica e lunedì del 1969 (grande interpretazione di Pupella Maggio), a Le bugie con le gambe lunghe, fino allo strepitoso successo (3 mesi in programmazione e file interminabili al botteghino) per Il Sindaco di Rione Sanità. Tra gli spettacoli di rilievo di quegli anni, L'anitra all'arancia di W. D. Home e M. G. Sauvajon con Alberto Lionello e Valeria Valeri (1973), Romolo Valli protagonista di Tutto per bene di Luigi Pirandello (1975), Terra di nessuno di Harold Pinter con la regia di Giorgio De Lullo.

1977

A Vincenzo Torraca succede Giuseppe Battista che nomina uno staff di direzione artistica formato da Romolo Valli, Giorgio De Lullo e Giuseppe Patroni Griffi.  Sono loro i protagonisti indiscussi di questi anni; nasce la Compagnia stabile del Teatro Eliseo le cui regie, oltre che dai nomi sopracitati, sono curate successivamente da Gabriele Lavia. Il primo spettacolo è Enrico IV di Luigi Pirandello, regia di Giorgio De Lullo, con Romolo Valli. Seguono poi Il valzer dei cani di L.Andreev, Il malato immaginario di Molière (1978) e Le femmine puntigliose (1978). Mentre De Filippo trionfa con Voci di dentro (1977), il 1978 vede sulla scena Paolo Stoppa e Franca Valeri in Gin Game di D.L.Coburn e Ambleto, Macbetto e Edipus di Giovanni Testori con la regia di Andrè Ruth Shammah. Nel 1979 nasce il Piccolo Eliseo: tra i nomi che inaugurano le prime stagioni del teatro troviamo Giuseppe Patroni Griffi, Carlo Verdone, Giancarlo Sepe e Mario Ferrero.  Nel 1980 La Compagnia stabile mette in scena Prima del silenzio di Patroni Griffi, ultimo spettacolo con Romolo Valli. L'attore, infatti, muore in un incidente stradale il 1 febbraio. Il 1981 è l'anno del grande successo di abbonamenti del Teatro Eliseo: ben 16.000. Gabriele Lavia mette in scena una discussa versione de I masnadieri che si rivela un successo per il pubblico giovane.

1982

Nel 1982, viene fatto un ammodernamento del teatro e i posti disponibili scendono a 956.  La direzione artistica passa a Gabriele Lavia e Umberto Orsini, con la collaborazione di Rossella Falk. L'anno successivo, dunque, nasce la nuova compagnia dell'Eliseo che mette in scena Non si sa come di Pirandello e Il principe di Hombourg di Kleist. Tra gli spettacoli cardine del periodo Paolo Poli in Bus e Esercizi di stile di Queneau (1983) , Valentina Cortese e Rossella Falk in Maria Stuarda di Schiller (1983), American Buffalo di David Mamet con Luca Barbareschi e Massimo Venturiello (1984), Gabriele Lavia in Delitto e delitto di Strindberg (1984), Amleto diretto e interpretato dallo stesso Lavia con Monica Guerritore, Umberto Orsini e Rossella Falk (1984), Il diavolo è il buon dio di Sartre con Lavia alla regia (1985), Chi ha paura di Virginia Woolf? con Anna Proclemer e Gabriele Ferzetti (1986), Gente di facili costumi con Nino Manfredi (1987), Monica Vitti e Rossella Falk dirette da Franca Valeri in La strana coppia (1987), Il gabbiano di Cecov diretto da Massimo Castri, Les liaisons dangereuses con Umberto Orsini diretto da Antonio Calenda (1988), L'avaro di Molière con Ugo Tognazzi diretto da Mario Missiroli (1989). Nel 1990 nasce la compagnia stabile del Piccolo Eliseo sotto la guida di Marco Paroldi mentre al Teatro Eliseo torna Le bugie hanno le gambe lunghe di Eduardo con Anroldo Tieri e Giuliana Lojodice diretti da Giancarlo Sepe; in scena anche Mariangela Melato in Anna dei miracoli di William Gibson e Carlo Giuffrè con Le Voci di dentro, sempre di Eduardo.  Successivamente, Gabriele Lavia dirige e interpreta Zio Vanja di Cecov accompagnato da Monica Guerritore, Pietro Biondi, Roberto Herlitzka e Massimo Spataro (1991).  Al piccolo Eliseo debutta con Lo strano caso di Felice C, Vincenzo Salemme. L’anno seguente torna Mariangela Melato in Un tram che si chiama desiderio di Tennessee Williams (1993).  Il 1994 vede sulla scena i grandi dell'Eliseo: Giuseppe Patroni Griffi regista di Sabato, domenica e lunedì, Gabriele Lavia dirige Otello, Umberto Orsini interprete di Un marito, Rossella Falk è regista di Anima Nera di Patroni Griffi. Giancarlo Sepe dirige la coppia Tieri - Lojodice in Il tacchino di Feydeau (1995) mentre nel 1996 Rosella Falk è Maria Callas in Master Class Maria Callas di Terrence McNailly. Nel 1997 subentra alla direzione artistica Maurizio Scaparro. Alla fine degli anni novanta il Teatro Eliseo è il miglior teatro italiano per presenze e incassi. I primi anni dell’inizio del nuovo secolo sono dedicati ad una particolare attenzione alla drammaturgia contemporanea, con una commistione sempre più interessante tra teatro tradizionale e teatro del presente. Il Piccolo Eliseo diviene il luogo deputato alle novità, ai giovani, alle sperimentazioni. Tra gli spettacoli di quegli anni ricordiamo Frammenti di un discorso amoroso di Roland Barthes diretto da Piero Maccarinelli (2001), Storia d’amore d’anarchia di Lina Wertmuller (2002) , La vedova Socrate diretto da Aldo Terlizzi con Franca Valeri (2003), Giorni Felici di Samuel Beckett nella storica messa in scena di Giorgio Strehler con Giulia Lazzarini (2004), Il giocatore di Carlo Goldoni diretto da Giuseppe Patroni Griffi con Franca Valeri e Urbano Barberini (2004), Lasciami andare madre di Lina Wertmuller e Helga Schneider con Milena Vukotic e Roberto Herlitzka (2004), Questi fantasmi di Eduardo De Filippo diretto da Armando Pugliese con Silvio Orlando (2006), Un cuore semplice scritto e diretto da Luca De Bei con Maria Paiato (2007), Roma ore 11 di e con Manuela Madracchia, Alvia Reale, Sandra Toffolatti e Mariangela Torress (2007). Sono diverse le relazioni artistiche che il teatro instaura in questi anni, secondo un progetto artistico basato sulla tradizione, la nuova drammaturgia e la sperimentazione. Tra queste è importante ricordare quella con Leo Gullotta, protagonista di spettacoli di enorme successo come L’uomo, la bestia e la virtù (2006), Il piacere dell’onestà (2008), Le allegre comari di Windsor (2010), tutti diretti da Fabio Grossi. Altro connubio artistico è quello con Valerio Binasco, regista di Noccioline – Peanuts di Fausto Paravidino (2007), L’intervista di Natalia Ginzburg con Maria Paiato (2008), A summer day di Jon Fosse (2008), Romeo e Giulietta di William Shakespeare (2010). Giancarlo Sepe entra di fatto nella scuderia del Teatro Eliseo è Giancarlo Sepe con il progetto Shakespearelow (2010) e lo spettacolo Napoletango (2010). Nei cartelloni del 2011 e del 2012 troneggiano le produzioni del Teatro Eliseo che nel corso degli anni ripetono il loro successo, nonostante i problemi che il Teatro Eliseo affronta dal punto di vista amministrativo e strutturale. Proprio per queste vicissitudini, il teatro sarà costretto alla chiusura nel 2014. Nel 2015, interviene nel suo recupero Luca Barbareschi.

2015

La nuova gestione
Luca Barbareschi prende in gestione il Teatro Eliseo, avviando un importante opera di ristrutturazione riguardante principalmente migliorie strutturali per la messa a norma e per l’agibilità. Ristrutturati palco e graticcia, camerini e servizi, l’impianto elettrico, la messa a norma delle uscite di sicurezza e delle balaustre in cristallo. Si è cercato di recuperare in parte le caratteristiche architettoniche degli anni ’70, come ad esempio i colori caldi delle pareti e della moquette. Novità assoluta è invece il bellissimo ristorante con un originale pavimento formato da locandine e manifesti che raccontano la storia del teatro ricoperti da una resina trasparente. Il Piccolo Eliseo ritrova la lucentezza di un tempo con il ripristino dell’illuminazione a soffitto e la messa a norma di palcoscenico e camerini. I lavori sono diretti dall’architetto Cecilia Montalbotti, dall’impresa Figera e dalla società Tecnologie Industriali: oltre 156 operai sono coinvolti nel restauro. “Si tratta del progetto più grande della mia vita - racconta il nuovo direttore artistico - È solo per il desiderio di restituire alla città di Roma quello che è stato il primo teatro di Italia che ho affrontato una serie più che onerosa di spese e di ostacoli burocratici. In questo momento più che mai c’è bisogno di rivitalizzare la cultura, mettendo in campo una sinergia vera per l’intrattenimento. Il nuovo corso vuole porre l’Eliseo da protagonista di questa rinascita culturale ormai indispensabile per una città come questa”. Il teatro Eliseo riapre il 29 settembre del 2015 con lo spettacolo Una tigre del Bengala allo zoo di Baghdad di Rajiv Joseph, finalista Premio Pulitzer 2010, diretto e interpretato da Luca Barbareschi. Tra gli spettacoli della stagione Ivanov di Anton Čechov regia di Filippo Dini, Cercando segnali d’amore nell’universo di Luca Barbareschi con la regia Chiara Noschese, Sei personaggi in cerca d’autore di Luigi Pirandello diretto e interpretato da Gabriele Lavia, La dodicesima notte di William Shakespeare diretto da Carlo Cecchi. China Doll di David Mamet con Eros Pagni è il primo capitolo di una trilogia sulla drammatiurgia di Mamet che prosegue con i due spettacoli che aprono la stagione 2016/2017, chiamata in fase di campagna “La Grande Stagione”. Inaugura il Teatro Eliseo Americani – Glengarry Glen Ross diretto e interpretato da Sergio Rubini con Gianmarco Tognazzi, Francesco Montanari, Roberto Ciufoli, Gianluca Gobbi e Giuseppe Manfridi. Al Piccolo Eliseo c’è invece American Buffalo diretto e interpretato da Marco D’Amore con Vincenzo Nemolato e Tonino Taiuti. La seconda stagione diretta da Barbareschi annovera i più grandi volti del teatro, della tv e del cinema nazionale in un susseguirsi di spettacoli di drammaturgia contemporanea e rivisitazione di grandi classici. Tra gli spettacoli in programma Il giuoco delle parti di Luigi Pirandello con Umberto Orsini, La pazza della porta accanto diretto da Alessandro Gassmann con Anna Foglietta, L’anatra all’arancia diretto e interpretato da Luca Barbareschi. 24 spettacoli, oltre 60 concerti e quasi 90 incontri culturali rendono il Teatro Eliseo un “Beaubourg romano” come da volontà del suo direttore artistico. Nel 2017 saliranno sul palcoscenico Silvio Orlando, Carlo Cecchi, Fabrizio Bentivoglio, Glauco Mauri, Asia Argento, Filippo Dini, Vinicio Marchioni, Maria Paiato, Stefano Fresi e molti altri. Il grande Teatro Eliseo torna ad essere protagonista della città e della realtà culturale italiana.