Dal 18 settembre al 7 ottobre 2018 ore 20.30
MEDEA PER STRADA
Spettacolo itinerante a bordo di un furgone

Abbiamo provato a leggere e a raccontare oltre la superficie la storia di alcune migliaia di esseri umani, partiti dai loro paesi con un sogno che all’arrivo qui in Italia si è rivelato un incubo. Nel grande mare del tema delle migrazioni, abbiamo messo a fuoco il fenomeno che riguarda quelle donne straniere, sconosciute eppure in qualche modo famigliari come elementi dell’arredo urbano cui siamo abituati, che popolano le nostre strade. Donne partite alla ricerca di una vita migliore e invece ritrovatesi nel racket della schiavitù della prostituzione.
Gianpiero Borgia

Tutti i giorni (lunedì escluso): 20.30
Il 27,28,29 settembre non si terranno repliche
Spettacolo itinerante con posti limitati. Partenza sulla strada fuori al teatro.
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Medea per strada non è semplicemente uno spettacolo: è un’esperienza che ci ha attraversato e che desideriamo attraversi e scuota anche il pubblico.


Ed è per il coinvolgimento emotivo di ogni singolo spettatore che è nato questo lavoro immersivo ed esperienziale, che si svolge su un furgone in movimento, in prossimità fisica con l’attrice. Il progetto nasce da un’idea di Gianpiero Borgia, sviluppata poi da Elena Cotugno, lungo un intenso percorso di approfondimento e mesi di volontariato sul campo, che tuttora prosegue a fianco di assistenti sociali e associazioni che si occupano dell’assistenza in strada e del tentativo di recupero di alcune di queste donne.
La drammaturgia che ne è nata si pone nel solco delle libere riscritture del mito di Medea rivelando allo spettatore d’oggi la “tragedia dello straniero” con la forza del mito greco. Si racconta la storia di una giovane migrante, scappata dal proprio paese, arrivata in Italia e finita a prostituirsi per amore di un uomo da cui si crede ricambiata e da cui ha due figli.
Abbiamo provato a leggere e a raccontare oltre la superficie – afferma Gianpiero Borgia – la storia di alcune migliaia di esseri umani, partiti dai loro paesi con un sogno che all’arrivo qui in Italia si è rivelato un incubo. Nel grande mare del tema delle migrazioni, abbiamo messo a fuoco il fenomeno che riguarda quelle donne straniere, sconosciute eppure in qualche modo famigliari come elementi dell’arredo urbano cui siamo abituati, che popolano le nostre strade. Donne partite alla ricerca di una vita migliore e invece ritrovatesi nel racket della schiavitù della prostituzione .
L’ambientazione è la strada, non una, ma tutte le strade della prostituzione.
Il pubblico, 7 spettatori per volta, viene invitato a salire su un vecchio IVECO Daily e percorre un itinerario assieme a una donna rumena. È una madre, una straniera, la chiamiamo Medea. Il pubblico viaggia con lei dal teatro verso le zone della città popolate di donne come lei. Ascolta il racconto del suo viaggio fino all’Italia, della sua vita, della sua storia d’amore che inizia in un albergo albanese e per finire sulla strada di una qualsiasi città Italiana. Si condivide un pezzo del percorso con lei, sinché non salta giù e fugge via, perdendosi nella città.
Ad accompagnare lo spettacolo un blog (ilfurgoncinodimedea.wordpress.com), sul quale viene tracciata una mappa delle strade percorse in tutta Italia e si raccolgono testimonianze delle persone incontrate cercando il confronto e l’approfondimento.

Credits
Drammaturgia di Elena Cotugno e Fabrizio Sinisi
con Elena Cotugno
foto Marcello Norberth
Ideazione e regia Gianpiero Borgia
Coroduzione Teatro Eliseo – Teatro dei Borgia