11 / 03 / 2020

INCONTRO ANNULLATO

Presentazione libro SOLD OUT di Umberto Orsini

Teatro Eliseo ore 19.00


Ingresso libero fino a esaurimento posti disponibili


« Sono sicuro che è il ‘tutto esaurito’, il sold out che mi ha fatto sopravvivere: l’ho sempre adorato e non mi ci sono mai abituato completamente. Il fatto che la gente riempia una sala per venirmi a vedere l’ho sempre trovato miracoloso e quasi esagerato. Sì, il tutto esaurito è il vero miracolo per l’attore di teatro... “Oggi c’è sold out, lista d’attesa!”. Parole magiche.»

Il più famoso attore italiano rimette in ordine le tessere della propria storia. Dalle campagne novaresi ai palcoscenici dei maggiori teatri italiani, dal ‘rischio’ di diventare notaio in provincia ai film di Luchino Visconti e alle partite di tennis con Rod Steiger. Orsini toglie la maschera e si racconta, lasciandoci entrare nella sua officina – i segni sui copioni, il dialogo con i grandi registi (da Fellini a Zeffirelli, da Patroni Griffi a Ronconi), la complicità con i colleghi (dal ‘maestro’ Romolo Valli a Marcello Mastroianni, da Rossella Falk a Virna Lisi, da Sylvia Cristel a Charlotte Rampling), la fama televisiva (i Karamazov in tv, l’invenzione dei programmi sulla cucina, le copertine dei rotocalchi), la formazione di una compagnia. Mentre prepara un nuovo spettacolo di Ibsen – Il costruttore Solness – e si avvia a compiere ottantacinque anni, Orsini riavvolge il nastro di una luminosa carriera ma senza nostalgia né aria di bilancio. «Perché quello dell’attore – spiega – è un mestiere sempre precario, nemmeno alla centesima replica sei sicuro di qualcosa, e la libertà di permettersi un clamoroso insuccesso è una libertà che non posso prendermi nemmeno alla mia età».


«È noto che per anni fui legato a una delle gemelle Kessler. Ancora oggi incontro gente che mi ricorda quella storia. “Lei era fidanzato con le Kessler”, mi dicono. Sì, con una, rispondo io.»
«Non avevo nessuna vocazione teatrale e l’accademia l’avevo frequentata con una distrazione quasi totale, non avevo imparato quasi nulla. Diciamo che ai miei inizi ho avuto la fortuna di trovare buoni maestri, maestri pazienti, che mi hanno insegnato un po’ di mestiere e che lentamente mi hanno fatto appassionare a quello che per me era solo un gioco affrontato con totale incoscienza. Ero, diciamo, carino. Mi si perdonavano molte deficienze.»
«La sera prima del debutto al teatrino di Via Vittoria corre voce che fra le personalità presenti il giorno del debutto ci sarebbe stato anche lui, Luchino Visconti. E qui scatta l’idea folle. All’ insaputa della regista e dei miei compagni (il mio coprotagonista era Gian Maria Volonté!), vado da un parrucchiere e gli chiedo di tingermi i capelli di biondo. E così, sapendo solo io il motivo di questa scelta, mi presento mezz’ora prima dell’andata in scena, nella sorpresa di tutti, completamente biondo. Quella sera, però, Visconti non era in sala...»
«Alla prima al Teatro Eliseo di Sesso debole e nelle serate successive, quando entravo in scena indossando una vestaglia molto glamour non si riusciva a percepire le mie prime battute perché il pubblico, dandosi di gomito, mi indicava e bisbigliando diceva “È lui, è lui, quello della scazzottata d’amore per Rossella Falk... si chiama... fammi vedere il programma di sala... ecco, si chiama Orsini, Umberto Orsini.»



Umberto Orsini nasce a Novara e a ventidue anni debutta in teatro con la Compagnia dei Giovani per poi lavorare sotto la guida dei maggiori registi italiani, da Franco Zeffirelli a Luca Ronconi. Per il cinema sono famose le sue interpretazioni in La caduta degli dei e in Ludwig diretti da Luchino Visconti. Per la televisione il personaggio che gli ha procurato il maggior successo è l’Ivan dei Fratelli Karamazov, con la regia di Sandro Bolchi. Attualmente è in teatro come protagonista in Il costruttore Solness di Ibsen, diretto da Alessandro Serra.

Paolo Di Paolo (Roma, 1983) è autore, tra gli altri, del romanzo Mandami tanta vita (2013, finalista Premio Strega). Per Laterza ha pubblicato Ho sognato una stazione (con Dacia Maraini, 2005), Ogni viaggio è un romanzo. Libri, partenze, arrivi (2007), Scusi, lei si sente italiano? (conFilippo Maria Battaglia, 2010) e Vite che non sono la tua. Il bello dei romanzi in 27 storie (2017).