Dal 10 / 01 al 29 / 01 / 2017

QUALCUNO VOLÒ SUL NIDO DEL CUCULO

di Dale Wasserman

Con: DANIELE RUSSO E ELISABETTA VALGOI
Uno spettacolo di: ALESSANDRO GASSMANN
Traduzione: GIOVANNI LOMBARDO RADICE

ORARIO:
Mar - Gio - Ven - Sab: 20:00
Mer - Dom: 17:00
Sabato 21 gennaio: 16:00 e 20:00

DURATA: 2H 45' con intervallo
COSTO DEL BIGLIETTO: Da € 20

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UN GRIDO DI DENUNCIA CHE SCUOTE LE COSCIENZE E CHE FA RIFLETTERE

“Quanto è bravo Gassmann a valorizzare questi pazzi. […] Il tutto funziona a meraviglia e i gustosi ritrattini di maniaci che a conoscerli smettono di essere allarmanti sono eccellentemente coordinati e valorizzati dalla regia di Alessandro Gassmann... […]”
La Stampa, Masolino D'Amico

“Gassmann indaga la follia e dal cuculo si alza un grido di libertà. […] L'immaginazione di Gassmann s'avvale con moderatezza e umanità di più videografie che riproducono sogni falliti, slanci anomali, surreali miraggi femminili, fino a un epilogo di grosso effetto”.
La Repubblica, Rodolfo Di Giammarco

“Nel nido del cuculo irrompe la cronaca... […] I pazienti […] vengono resi dagli interpreti […] con partecipazione adeguata. Molto bravi Russo nel ruolo di Dario, ed Elisabetta Valgoi in quello di Suor Lucia. E da citare, fra gli altri, almeno Mauro Marino (Muzio) e Gilberto Gliozzi (il gigante Ramon).”
Il Mattino, Enrico Fiore

“Temperatura alta al teatro Bellini alla prima nazionale assoluta di Qualcuno volò sul nido del cuculo. Uno spettacolo teso e lucido. Gli applausi scroscianti e convinti che, a lungo, hanno salutato alla fine gli attori capitanati da Daniele Russo ed Elisabetta Valgoi, e il regista Alessandro Gassmann, attento architetto di uno spettacolo certo non facile per complessità di temi e situazioni, erano il segno di una partecipazione forte, emotiva ed intellettuale.”
La Repubblica Napoli, Giulio Baffi

“[…] Lo spettacolo funziona ed emoziona, e mette in luce la bella prova di un dirompente e appropriato Daniele Russo nei panni dello spavaldo delinquente, e quella di una bravissima, e bella, Elisabetta Valgoi, l'algida e inflessibile direttrice, con una interpretazione tutta interiore, d'implosione, disvelata progressivamente, che recita per sottrazione anaffettiva.”
Il Sole 24ore, Giuseppe di Stefano

“Qualcuno volò sul nido del cuculo è uno spettacolo serio, coinvolgente, a tratti appassionante, certamente ben fatto: e il clamoroso successo al Bellini sembra proprio confermarlo.”
Glistatigenerali.com, Andrea Porcheddu

“De Giovanni-Gassmann riflettono sui manicomi, in scena la malattia e la privazione della libertà. […] Colpisce il realismo di Qualcuno volò sul nido del cuculo nell'inedito adattamento italo-partenopeo...”
L'Avvenire, Valeria Chianese

Qualcuno volò sul nido del cuculo è il romanzo che Ken Kesey pubblicò nel 1962 dopo aver lavorato come volontario in un ospedale psichiatrico californiano; racconta, attraverso gli occhi di Randle McMurphy, uno sfacciato delinquente che si finge matto per sfuggire alla galera, la vita dei pazienti di un manicomio statunitense e il trattamento coercitivo che viene loro riservato. Nel 1971 Dale Wasserman ne realizzò, per Broadway, un adattamento scenico, che costituì la base della sceneggiatura dell’omonimo film di Miloš Forman, interpretato da Jack Nicholson, entrato di diritto nella storia del cinema. Oggi, la drammaturgia di Wasserman torna in scena, rielaborata dallo scrittore Maurizio de Giovanni, che, senza tradirne la forza e la sostanza visionaria, l’ha avvicinata a noi, cronologicamente e geograficamente. Randle McMurphy diventa Dario Danise e la sua storia, insieme a quella dei suoi compagni, si trasferisce nel 1982, nell’Ospedale psichiatrico di Aversa. Alessandro Gassmann ha ideato un allestimento personalissimo, elegante e contemporaneo, dirigendo un cast eccezionale. Il risultato è uno spettacolo appassionato, commovente e divertente, imperdibile, per la sua estetica dirompente e per la sua forte carica emotiva e sociale.

«Un testo che è una lezione d’impegno civile, uno spietato atto di accusa contro i metodi di costrizione e imposizione adottati all’interno dei manicomi, ma anche, e soprattutto, una straordinaria metafora sul rapporto tra individuo e potere costituito, sui meccanismi repressivi della società, sul condizionamento dell’uomo da parte di altri uomini. Un grido di denuncia che scuote le coscienze e che fa riflettere.»
Alessandro Gassmann

“Le Grandi Storie si riconoscono subito. Si possono leggere nei libri o vedere al cinema; si possono incontrare per caso, nelle parole di un anziano, o ascoltare alla radio; ci si può imbattere in una di esse in televisione, o intuirne qualcuna da una notizia su un giornale o sul web. Le Grandi Storie non necessitano di una forma precisa, perché vanno direttamente a ferire la superficie dell’anima e lasciano un’indimenticabile, meravigliosa cicatrice.”

Maurizio de Giovanni

CREDITS

Di: DALE WASSERMAN
Dall’omonimo romanzo di: KEN KESEY
Traduzione: GIOVANNI LOMBARDO RADICE
Adattamento: MAURIZIO DE GIOVANNI
Uno spettacolo di: ALESSANDRO GASSMANN
Scene: GIANLUCA AMODIO
Costumi: CHIARA AVERSANO
Disegno luci: MARCO PALMIERI
Musiche originali: PIVIO & ALDO DE SCALZI
Videografie: MARCO SCHIAVONI

Produzione: FONDAZIONE TEATRO DI NAPOLI

con:
DANIELE RUSSO
ELISABETTA VALGOI

e con:
MAURO MARINO
GIACOMO ROSSELLI
EMANUELE MARIA BASSO
ALFREDO ANGELICI
DANIELE MARINO
GILBERTO GLIOZZI
DAVIDE DOLORES
ANTIMO CASERTANO
GABRIELE GRANITO
GIULIA MERELLI