Dal 31 / 03 al 05 / 04 / 2020

PAOLO BORSELLINO
ESSENDO STATO

scritto e interpretato da Ruggero Cappuccio

ORARIO:
da martedì a sabato ore 20.00
domenica ore 17.00
Prima replica giovedì 31 marzo ore 20.00

Durata 70 minuti
COSTO DEL BIGLIETTO: 20€

Acquista il biglietto Abbonati

Arrivano per la prima volta in scena le parole pronunciate da Paolo Borsellino che gli Italiani non hanno mai ascoltato, raccontate da Ruggero Cappuccio.

Guarda il docu-film su Raiplay

Il 31 luglio del 1988 Paolo Borsellino denunciava con forza davanti al CSM l’inadeguatezza dei mezzi di contrasto attivati dallo Stato contro la Mafia. Il giudice palermitano era stato convocato per le interviste rilasciate ai quotidiani La Repubblica e L’Unità, nelle quali aveva denunciato il preoccupante stato di smobilitazione del pool antimafia di Palermo. Minacciato dall’ombra di imminenti provvedimenti disciplinari, il magistrato parlò per quattro ore di fila: dalle dieci alle quattordici. Nel pomeriggio fu invece ascoltato Falcone.
Davanti al Csm i due magistrati affrontarono con chiarezza i delicatissimi temi inerenti l’assegnazione delle indagini, l’affidamento di procedimenti sulla criminalità mafiosa a magistrati estranei al pool. Dalle loro parole appassionate emergono i complessi scenari che fanno da sfondo alle indagini sul fenomeno mafioso, ma anche lo spirito di sacrificio di chi, pur accerchiato e consapevole delle occulte relazioni tra criminalità organizzata e Stato deviato, aveva deciso di non arretrare.
Giovanni Falcone sarebbe stato ucciso, quattro anni dopo, il 23 maggio 1992 nell'attentato di Capaci. Paolo Borsellino 57 giorni dopo di lui, in via D’Amelio, a Palermo. Proprio sull'ultimo secondo di vita di Paolo Borsellino, il 19 luglio del 1992, si concentra il testo di Cappuccio, che dilata questo singolare residuo di tempo e denuncia la solitudine in cui i due magistrati sono stati lasciati, perché esiste una parte deviata dello Stato che vuole controllare la piaga rappresentata dalla mafia ma non guarirla: di quell'infezione ha infatti bisogno, anche per mettere a morte le parti sane del suo corpo che desidera siano messe a morte.
Il testo scritto nel 2004, è stato portato in scena anche da magistrati della Procura di Salerno, di Milano e di Trieste, che hanno voluto fare propria questa denuncia civile.


SCARICA L'APP DEL TEATRO ELISEO
Google Play
App Store


ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER
Per restare aggiornato su novità e promozioni manda una mail a comunicazione@teatroeliseo.com

CREDITS

scritto e interpretato da: Ruggero Cappuccio
Impianto scenico: Mimmo Paladino
Immagini: Lia Pasqualino
Musiche originali: Marco Betta
Disegno luci e aiuto regia: Nadia Baldi
Foto: Tommaso Le Pera

Produzione: Teatro Segreto

ARTICOLI CORRELATI