05/12/2018

OVIDIO VS AUGUSTO IMPERATORE: COLPEVOLE O INNOCENTE?

di e a cura di Elisa Greco

Personaggi e Protagonisti:
incontri con la Storia®
OVIDIO VS AUGUSTO IMPERATORE: COLPEVOLE O INNOCENTE?
Undicesima edizione
Ore 21.00
lunedì 12 novembre – mercoledì 5 dicembre
mercoledì 13 febbraio – lunedì 25 marzo


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Il palcoscenico del Teatro Eliseo si trasforma in aula di tribunale con magistrati avvocati e personalità della società civile che danno vita a braccio ad un dibattimento processuale.

OVIDIO: COLPEVOLE O INNOCENTE?
PERSONAGGI E INTERPRETI

Presidente della Corte
GIUSEPPE AYALA
Pubblico Ministero
ANTONIA GIAMMARIA
Avvocato Difensore
CRISTINA ROSSELLO
Imputato Ottaviano Augusto Imperatore
PIER FERDINANDO CASINI

Parte Offesa Ovidio Publio Nasone
FRANCESCO RUTELLI

Testimone dell'accusa Giulia Minore
NATHANIA ZEVI

Testimone della difesa La moglie Livia
ANNALISA BRUCHI

Commenti autografi
GIULIA SALVO

Perito di parte per l'accusa
FRANCESCA GHEDINI

Perito di parte per la difesa
FIORENZO GALLI


Agevolazioni per i possessori del biglietto della Mostra Ovidio. Amori, miti e altre storie

Se l’Accusa e la Difesa si confrontano sui capi di imputazione con determinazione e perizia, è il Presidente della Corte che regola il contradditorio, ascolta i Testimoni mentre l’Imputato dichiara la sua versione dei fatti. Al termine è il pubblico che, con il suo voto, emette il verdetto.

PROGRAMMA

Lunedì 12 novembre 2018
KARL MARX
COLPEVOLE O INNOCENTE?


Mercoledì 5 dicembre 2018
TRA ARTE E POTERE OVIDIO vs AUGUSTO IMPERATORE
COLPEVOLE O INNOCENTE?

Per la mostra "Ovidio, amori, miti e altre storie" in collaborazione con Scuderie del Quirinale

Lunedì 11 febbraio 2019
EVITA PERÒN
COLPEVOLE O INNOCENTE?


Lunedì 25 marzo 2019
MAXIMILIEN DE ROBESPIERRE
COLPEVOLE O INNOCENTE?



VERDETTO
Ad un anno dalla riabilitazione del poeta latino Publio Ovidio Nasone al quale l'Assemblea Capitolina ha revocato ufficialmente la “relegatio” decisa dall'imperatore Augusto duemila anni fa, il pubblico del Teatro Eliseo di Roma ha confermato questa scelta dopo l’entusiasmante dibattimento del secondo appuntamento con il format Personaggi e Protagonisti: incontri con la Storia® Colpevole o Innocente?
A contendersi la ragione in un teatro che ha registrato un nuovo tutto esaurito, l’Imperatore Augusto e lo stesso Ovidio, interpretati da due protagonisti della vita politica italiana: Pier Ferdinando Casini e Francesco Rutelli. Uno vero e proprio scontro tra l’istituzione e il libero pensiero, dove non sono mancati inevitabili riferimenti all'attualità ha commentato la curatrice del Processo Elisa Greco e che ha visto un verdetto combattuto fino all'ultimo voto della giuria popolare e con una mostra è stata senz'altro la protagonista della serata, muta ma al tempo stesso parlante, grazie alle immagini suggestive proiettate sullo sfondo a creare il perfetto contesto nel quale arte, cultura e storia si sono intrecciate tra loro arricchendo lo svolgersi del processo”.
Il Pubblico Ministero, Antonia Giammaria , pur riconoscendo i meriti di Augusto nell'aver garantito una magnificenza culturale e architettonica alla città di Roma, lo ha accusato di aver abusato del suo potere, condannando Ovidio ad una pena ingiusta. L’Avvocato Difensore, Cristina Rossello , ha mosso l’ipotesi che da quell'esilio, quella relegatio a Tomi, l’arte del poeta ne ha ricavato del giovamento, dunque si è trattato esclusivamente di un altro merito da aggiungersi alla condotta dell’Imperatore.
“Ho sempre avuto una sola parola nella mente e nel cuore: Roma. Tutto ciò che ho fatto è stato per la gloria di Roma” così ha esordito Augusto “Dopo la guerra civile tra Cesare e Pompeo, mi sono trovato davanti ad un un’Urbe distrutta. Tutto ciò che si era costruito si era dissipato: dalle strade agli acquedotti. Ho dovuto restaurarne anche i costumi”. Con queste dichiarazioni, Pier Ferdinando Casini si è difeso dalle accuse mosse al suo personaggio, a cui Ovidio ha risposto sottolineando l’importanza della libertà di espressione e dell’arte: “C’è un’eterna lotta tra potere e arte, e non è giusto che io potere vinca sempre”.
In un dibattimento a cavallo tra passato e presente, al centro non c’è stata solo la storia, ma anche i temi dell’attualità come emerso dalle testimonianze della giornalista Annalisa Bruchi , che ha interpretato un’appassionata e innamorata moglie di Augusto, e Nathania Zevi che interpretando la nipote di Augusto Giulia Minore, ha difeso la visione prefemminista di Ovidio giocando sulle accuse di relazioni illecite a lei rivolte.
Francesca Ghedini , curatrice della mostra Ovidio Amori, Miti, e Altre Storie, in veste di perito di parte per l’accusa, ha ribadito come la poetica dissacrante di Ovidio non fosse nulla di inventato o di esagerato, bensì una vera e propria registrazione della realtà, vista dagli occhi di un artista. A difendere Augusto, anche il direttore generale del Museo della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci Fiorenzo Galli : “Che cos'è la cultura? È una cosa ampia, tra cui l’organizzazione che ha reso Roma una grande città.”
La giuria popolare si è trovata a dover sostenere un giudizio difficile e simbolico, poiché tramite il passato è possibile giudicare il presente. Significativa l’ultima dichiarazione di Casini prima del verdetto “Io non posso credere che il popolo romano, stando le cose allo stato attuale, questa sera possa condannare un imperatore come Augusto”.
“Dovremmo tornare duemila anni indietro per vedere la Roma che ci piacerebbe conoscere” ha ribadito il magistrato Giuseppe Ayala , che presiedeva la Corte sul palco “ma noi siamo qui per giudicare il delicato rapporto tra arte e potere”. Con 285 voti contro 227, l’Imperatore Augusto è stato dichiarato colpevole.

Capi d’imputazione
Imputato per i reati pp.e pp.
Capo A) dagli artt. 81 e 323 c.p. perché in esecuzione di un medesimo disegno criminoso, al fine di affermare il suo potere assoluto ed incontrastato nell’Impero romano, abusando del suo alto Ufficio, ed in particolare adottando il grave provvedimento della “ relegatio” nei confronti del poeta ed intellettuale Publio Ovidio Nasone, senza neanche munirsi della necessaria validazione di tale provvedimento da parte del Senato romano ed al fine di neutralizzare un oppositore della sua politica moralizzatrice e conservatrice, arrecava un ingiusto ed irreparabile danno all’illustre poeta nonché al mondo intero, costringendolo a vivere nella lontana Tomi fino alla sua morte.
Capo B) dall’art 610 c.p. perché con violenza consistita nel disporre la “relegatio” di cui al Capo A) della rubrica, limitava Ovidio Publio Nasone nell’ esercitare l’’arte della poesia, nel criticare il potere costituito e le leggi moralizzatrici, dallo stresso Ottaviano Augusto emanate, nonché nel cantare l’amore libero.
Fatti commessi in Roma a decorrere dall’anno 8 d.C.

Elisa Greco