Dal 24 / 03 al 09 / 04 / 2020

MORTE DI UN COMMESSO VIAGGIATORE

Di Arthur Miller
Con Alessandro Haber, Alvia Reale
Regia Leo Muscato

ORARIO:
martedì, giovedì, venerdì e sabato ore 20.00
mercoledì e domenica ore 17.00
primo sabato doppia replica ore 16.00 e 20.00


COSTO DEL BIGLIETTO: da 15€ a 35€

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Una macchina di teatro che è rimasta appassionante e attuale oggi come ai giorni del suo debutto

Morte di un commesso viaggiatore di Arthur Miller è senza alcun dubbio la Grande Commedia Americana, quella che gli americani sentono come più autenticamente “loro”. Viene ripresa in continuazione in tutto il mondo, ma con Broadway ha un rapporto particolare. Perché il Commesso colpisce così profondamente? E perché è così americano (ma allo stesso tempo, così internazionale: se ne registrano persino versioni russe e cinesi in chiave anticapitalista e anticonsumista)? Perché è la storia di un sogno; la storia di un piccolo uomo e del suo sogno più grande di lui. Nella fiaba della farfalla e della formica, le simpatie vanno alla farfalla, benché questa venga sconfitta. E Willy Loman, sconfitto alla fine come la farfalla, non ha pazienza. È nato in un paese giovane e impaziente, forse figlio di immigrati; non ha radici, vuole salire nella scala sociale. Sogna a occhi aperti il successo facile, veloce. È un commesso viaggiatore che si guadagna da vivere con la parlantina, e ha allevato i figli al culto dell’apparenza e della superficialità; a disprezzare il cugino secchione e a puntare tutto sull'effimero; a essere attraenti, popolari, campioni sportivi. Ma ha finito per farne dei falliti, vedi soprattutto il maggiore, Biff, la luce dei suoi occhi, che però una volta questo padre deluse, distruggendo la propria immagine. Sostanza a parte, è anche nella forma che il lavoro colpì ai suoi tempi per la novità, stimolando i registi (Elia Kazan, Luchino Visconti furono i primi) a trovare soluzioni per una narrazione di tipo cinematografico, con brevi scene in più luoghi e con un continuo altalenare tra presente e passato. Per dimostrare che sapeva quello che faceva, prima di comporre questo mosaico Miller scrisse un dramma dalla struttura rigorosamente classica, Erano tutti miei figli, tre atti con unità di tempo, luogo e azione. Il Commesso mischia invece verità e allucinazione, si svolge contemporaneamente sulla scena, sotto gli occhi del pubblico, e nella testa del protagonista, nella quale noi spettatori, a differenza dagli altri personaggi, siamo chiamati a entrare.

Masolino D’Amico

CREDITS

Di: Arthur Miller
Traduzione e adattamento: Masolino D’Amico
Scene: Andrea Belli
Costumi: Silvia Aymonino
Disegno luci: Alessandro Verazzi
Musiche: Daniele D’Angelo
Foto: Alessio Ciaffardoni (Alessandro Haber), Francesco Biscione (Alvia Reale)
Regia: Leo Muscato

Produzione: Goldenart
In coproduzione con
Teatro Stabile Veneto
Teatro Stabile di Bolzano

Con:
Alessandro Haber
Alvia Reale
Alberto Onofrietti
Josafat Vagni


e con la partecipazione di
Duccio Camerini

Carlo Ragone
Fabio Mascagni
Beniamino Zannoni
Paolo Gattini
Caterina Paolinelli
Margherita Mannino
Anna Gargano