Dal 22 / 03 al 09 / 04 / 2017

L’ISOLA DEGLI SCHIAVI

di Pierre de Marivaux

Con in ordine alfabetico: GIOVANNI ANZALDO, IPPOLITA BALDINI, CARLA FERRARO, STEFANO FRESI E CARLO RAGONE
Regia: FERDINANDO CERIANI

ORARIO:
Mar - Gio - Ven - Sab: 20:00
Mer - Dom: 17:00


COSTO DEL BIGLIETTO: € 21

Abbonati

UN TESTO CLASSICO DI SORPRENDENTE ATTUALITÀ

E se esistesse un’isola in cui i padroni non fossero più tali e gli schiavi potessero prendere il loro posto smascherando tutte le malefatte che sono stati costretti a tollerare, al fine di riportarli alla ragione? L’isola degli schiavi, una commedia scritta nel 1725 per i Comici italiani di Parigi, quasi tre quarti di secolo prima della Rivoluzione francese, non ipotizza drastici rivolgimenti sociali, ne’ l’abolizione dei privilegi, ma una “piccola”, semplice, utopia umana: la possibilità di riabilitarsi. Quattro dispersi, Ificrate e il suo servo Arlecchino, Eufrosine e la sua serva Cleante, sono gettati da un naufragio su un’isola dove un gruppo di schiavi, governati da Trivellino, ha fondato una singolare repubblica, in cui i servi scambiano il loro posto con quello dei padroni e sono liberi di vendicarsi dei torti subiti mentre i padroni sperimentano quali mali si patiscono in schiavitù. Trivellino, con inflessibile dolcezza, guida i quattro in una sorta di onirico gioco teatrale fatto di travestimenti, di gags, di buffonerie e di musica, che riecheggia quella commedia dell’arte ormai in piena trasformazione. Con grande leggerezza e con un linguaggio che si fa naturalmente musica e canto, Marivaux ci descrive l’ingegneria dei sentimenti dei suoi personaggi: non perde un solo passaggio, una sola vibrazione di quanto avviene nell’animo di ciascuno e nel campo magnetico che collega un animo all’altro. Centocinquanta anni dopo Arthur Rimbaud scriveva che la cosa più importante non è cambiare il mondo, bensì la vita; e ancora oggi, dopo la débâcle delle rivoluzioni storiche, è difficile non chiedersi se il fallimento non sia cominciato dalla convinzione che il cuore sia solo una “sovrastruttura”. L’Isola degli schiavi è un testo classico di sorprendente attualità e densità per la storia e i temi affrontati ma è anche un grande gioco teatrale in cui il teatro svela allo spettatore le sue enormi potenzialità espressive e comiche.

CREDITS

Di: PIERRE DE MARIVAUX
Traduzione e adattamento: FERDINANDO CERIANI e TOMMASO MATTEI
Regia: FERDINANDO CERIANI
Scene e costumi: MARTA CRISOLINI MALATESTA
Musiche: STEFANO FRESI
Luci: ANDREA BURGARETTA
Movimenti coreografici: CARLO RAGONE
Aiuto regia: ALICE GUIDI
Assistente scene: FRANCESCA TUNNO
Direttore di scena: GIOVANNI PICCIRILLO
Capo sarta: SILVIA LOMBARDI
Assistente di produzione: LUISA IANDOLO
Comunicazione: TIZIANA CUSMA’
Scenotecnica: L’AQUILA SCENA
Costumi: SARTORIA FARANI
Parrucche: ROCCHETTI
Calzature: POMPEI
Service audio & luci: FOX SOUND SERVICE
Trasporti: GLOBO ITALIA
Produzione esecutiva: ALDO ALLEGRINI

Produzione: KHORA.TEATRO | TSA TEATRO STABILE D’ABRUZZO

con in ordine alfabetico:
GIOVANNI ANZALDO
IPPOLITA BALDINI
CARLA FERRARO
STEFANO FRESI
CARLO RAGONE