12/11/2018

KARL MARX: COLPEVOLE O INNOCENTE?

di e a cura di Elisa Greco

Personaggi e Protagonisti:
incontri con la Storia®
KARL MARX: COLPEVOLE O INNOCENTE?
Undicesima edizione
Ore 21.00
lunedì 12 novembre – mercoledì 5 dicembre
mercoledì 13 febbraio – lunedì 25 marzo


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Il palcoscenico del Teatro Eliseo si trasforma in aula di tribunale con magistrati avvocati e personalità della società civile che danno vita a braccio ad un dibattimento processuale.

KARL MARX: COLPEVOLE O INNOCENTE?
PERSONAGGI E INTERPRETI

Presidente della Corte
AUGUSTA IANNINI
Pubblico Ministero
FIAMMETTA PALMIERI
Avvocato Difensore
FAUSTO BERTINOTTI
Karl Marx
DOMENICO DE MASI
Testimoni dell'Accusa
ANNALISA CHIRICO, GIOVANNI LO STORTO
Testimoni della Difesa
ELISA ANZALDO, FEDERICO GEREMICCA


Se l’Accusa e la Difesa si confrontano sui capi di imputazione con determinazione e perizia, è il Presidente della Corte che regola il contradditorio, ascolta i Testimoni mentre l’Imputato dichiara la sua versione dei fatti. Al termine è il pubblico che, con il suo voto, emette il verdetto.

PROGRAMMA

Lunedì 12 novembre 2018
KARL MARX
COLPEVOLE O INNOCENTE?


Mercoledì 5 dicembre 2018
TRA ARTE E POTERE OVIDIO vs AUGUSTO IMPERATORE
COLPEVOLE O INNOCENTE?

Per la mostra "Ovidio, amori, miti e altre storie" in collaborazione con Scuderie del Quirinale

Lunedì 11 febbraio 2019
EVITA PERÒN
COLPEVOLE O INNOCENTE?


Lunedì 25 marzo 2019
MAXIMILIEN DE ROBESPIERRE
COLPEVOLE O INNOCENTE?



VERDETTO
Un appuntamento unico che registrato il sold out del teatro Eliseo e che ha visto sotto processo Karl Marx, uno dei pensatori più influenti e determinanti dall'Ottocento ad oggi. Introdotti uno ad uno dalla curatrice del Processo, Elisa Greco, che ha così commentato il voto popolare: “Anche in questa occasione il verdetto della giuria popolare, espresso al temine di un contraddittorio delle parti molto vivace e appassionato, è stato significativo . Un pubblico molto attento, partecipe composito per la presenza dei giovani studenti degli istituti superiori romani, nel suo ruolo di giuria popolare si è espresso dichiarando, a duecento anni dalla nascita , e con scenari economici e sociali apparentemente mutati la piena attualità del pensiero marxiano ”, il cast si è calato nella parte dando vita ad un processo irripetibile presieduto Augusta Iannini, Vice Presidente dell’Autorità Garante della Protezione dei dati personali.
Il protagonista, interpretato dal sociologo e scrittore Domenico De Masi , ha incassato l’accusa del Pubblico Ministero Fiammetta Palmieri (Magistrato del CSM) che ha sottolineato quanto Marx, pur partendo da fatti veri e corretti come il tema della lotta di classe e dello slittamento del proletariato, abbia poi proposto soluzioni illusionistiche e irragionevoli, diventando il motore di una rivoluzione violenta che aveva come fine ultimo il cambiamento radicale della società con lo smantellamento dello Stato in favore dell’autogoverno.
La linea della difesa sostenuta da Fausto Bertinotti che, con tanto di toga, ha vestito i panni dell’avvocato difensore, è stata invece quella di respingere sin da subito le accuse fugando ogni dubbio: secondo il leader di Rifondazione Comunista le accuse rivolte a Marx sarebbero più correttamente da destinare a Vladimir Il'ič Ul'janov, meglio noto come Lenin e Iosif Vissarionovič Džugašvili, meglio noto come Stalin. Il concetto di rivoluzione marxista non era concepito come un colpo di Stato, ma come lotta di classe, quella tra oppressi e oppressori che fa parte da sempre della storia dell’umanità.
L’imputato si difeso argomentando quanto il termine rivoluzionario sia sempre appannaggio dei grandi personaggi della storia, usato per definire gli eccellenti: Picasso ha rivoluzionato l’arte così come Stravinskij la musica o Einstein la fisica. Domenico De Masi, alias Karl Marx ha concluso il suo intervento ricordando quanto la sua opera sia stata un lungo e densissimo percorso finalizzato alla felicità dell’uomo e del genere umano.
Il dibattimento è stato quindi avvincente e appassionato con un susseguirsi di testimoni che hanno saputo raccontare qualcosa in più, aneddoti inediti o spunti di riflessione originali sulla figura del filosofo tedesco. Annalisa Chirico , firma de Il Foglio che per l’occasione ha interpretato una fantomatica Arina, inviata a Mosca per il periodico Critica Oggi e Giovanni Lo Storto , dg della Luiss diventato per una sera l’imprenditore Eliseo Greco, con le loro testimonianze puntuali hanno dato vivacità e ritmo al dibattimento così come Elisa Anzaldo , giornalista e conduttrice del TG1, che ha vestito i panni di Jenny von Westphalen, la nobildonna che diventò mogli di Marx e madre dei suoi sette figli e Federico Geremicca, prestigiosa firma del quotidiano La Stampa, che ha interpretato il sodale Friedrich Engels con il quale Marx condivise tutto, pensieri, opere e vita privata. Nel corso del processo sono stati chiamati a comparire anche due testimoni a sorpresa: Luciano Onder che ha vestito i panni del medico personale di Karl Marx e Umberto Pizzi fotografo della città romana che ha portato la sua testimonianza in qualità di “comunista”.
Al termine del dibattimento la Giuria Popolare rappresentata dal pubblico in sala, ha votato per stabilire se a 200 anni dalla sua nascita, le idee di Karl Marx abbiano rappresentato un fallimento e una vittoria.
La Corte, presieduta dalla Vice Presidente dell’Autorità Garante della Protezione dei dati personali Augusta Iannini , ha dichiarato l’imputato innocente.

I Capi d’Imputazione
Karl Marx nato a Treviri 5 maggio 1818 .
A lui sono ascritti i seguenti illeciti :
Capo A Dell’illecito di cui all’articolo 661 codice penale perché, sfruttando la fama acquisita attraverso i suoi scritti, nei quali aveva affermato con vigore la necessità che le teorie filosofiche non si limitassero ad interpretare la realtà, ma concretamente la trasformassero, ingenerava in un numero indeterminato, ma comunque elevato, di persone, l’erronea convinzione che per pervenire alla realizzazione della Giustizia nella società, lo Stato, inteso nel complesso delle sue strutture, dei suoi apparati e delle sue istituzioni quale mera espressione del potere della classe dominante, dovesse essere, in prima battuta, conquistato dal proletariato – la classe dei lavoratori che aveva la prole quale unico suo patrimonio – (dando così vita alla c.d. dittatura del proletariato) ed in seguito radicalmente distrutto, al fine di realizzare una società senza classi e senza Stato, prospettazione irragionevole ed irrealizzabile. Determinava così grave danno all’ordine pubblico ovunque di tale erroneo convincimento venisse tentata l’applicazione.
Condotte commesse a Parigi, Bruxelles e Londra a partire dal 1844
Capo B Del reato previsto e punito dall’articolo 414 codice penale perché con le sue opere, in particolare il “Manifesto del partito comunista” del 1848 – redatto insieme a Federico Engels- muovendo dalla supposta premessa che la società capitalista fosse oggettivamente ed irreversibilmente fondata sullo sfruttamento del proletariato, individuava quale unica soluzione atta al superamento di tale sfruttamento, la conquista violenta dello Stato attraverso una rivoluzione ed il conseguente abbattimento di tutte le strutture economiche, sociali, politiche e culturali nate dal capitalismo; in tal modo propalando propositi e progetti aventi ad oggetto condotte riconducibili ad un ampio spettro di reati quali la violenza privata, il danneggiamento, il furto, l’omicidio, il sequestro di persona, la strage e simili.
Condotte commesse a Parigi, Bruxelles e Londra a partire dal 1844

Elisa Greco

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