14/05/2018

FESTIVAL DELLA COMPLESSITÀ

Due conversazioni per riflettere sulla complessità del mondo in cui viviamo

PRIMO INCONTRO: Vivere in un mondo multipolare
Conversazione con: PIERLUIGI FAGAN e ELISABETTA MELANDRI
Coordina l'incontro Valerio Eletti, fondatore e presidente del Complexity Education Project


PICCOLO ELISEO
ORARIO: 19.00

Ingresso libero


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Il Piccolo Eliseo ospita la IX edizione del Festival della complessità, prima e unica manifestazione nazionale che nasce nella convinzione che i concetti di complessità e di sistema stiano aprendo la strada a nuove concezioni della vita e della realtà.

Oggi sappiamo che l’universo non è un meccanismo immutabile; la terra è un unico organismo che si autoregola; la mente è un tutt’uno con il nostro corpo; una famiglia, cosi come una società consistono in una rete di molteplici relazioni. Il destino delle società e di ciascuno di noi appare dipendere da un tutto incomprensibile, un tutto in cui ogni situazione appare interconnessa a molte altre, in cui ogni problema è un “groviglio” di problemi interdipendenti che per essere affrontati richiedono l’adozione di un pensiero e di una visione sistemici che aprano a soluzioni inaspettate e sorprendenti.
Festival a Km zero, festival diffuso e libero, il Festival della Complessità vuol infrangere il monopolio della cultura di massa, alimentato dai grandi mezzi di comunicazione, attraverso il coinvolgimento di persone, associazioni, movimenti, enti locali, scuole e altri soggetti in eventi - decentrati e realizzati in molte città - che vogliono essere parte di quella rete invisibile di iniziative che nascono dalla creatività culturale del nostro paese. L’idea è che sia possibile generare localmente e capillarmente nuove idee e nuove visioni; mobilitare e valorizzare quel patrimonio di creatività e di risorse civili, scientifiche e culturali locali così capillarmente diffuso nel nostro paese.

PRIMO INCONTRO: VIVERE IN UN MONDO MULTIPOLARE
In questo mondo sempre più globalizzato quanti e quali sono gli attori che davvero conducono il gioco? Quali sono le loro strategie? Che senso ha parlare di cooperazione e competizione? gli stati sono in grado d’arginare lo strapotere delle multinazionali? In un mondo interconnesso, per tentare di risolverli uno alla volta, è inutile e dannoso tentare di separare dei problemi tra loro collegati separandoli l’uno dagli altri. La globalizzazione che stiamo vivendo non è un processo indecifrabile; è un processo complesso. Se è vero che oggi riteniamo che vivremo in un mondo globalizzato sempre più interconnesso e indifferenziato, la geografia, così come la storia e la cultura di popoli e nazioni, avranno comunque un peso e un ruolo determinante nella costruzione del futuro dell’umanità.

Conversazione con
Pierluigi Fagan , per oltre venti anni manager d’imprese internazionali e imprenditore, si è ritirato dal lavoro per dedicarsi a un’intensa attività di ricerca e di riflessione sulla complessità che ha riguardato molteplici campi di studio. Saggista, autore del libro “Verso un mondo multipolare: il gioco di tutti i giochi nell’era di Trump”, ha partecipato a numerose trasmissioni radio televisive centrate su tematiche di geopolitica.

Elisabetta Melandri , presidente del CIES, il Centro d’Informazione e d’Educazione allo Sviluppo. che, da oltre trenta anni, gestisce programmi di cooperazione allo sviluppo in Africa, America Latina, Est Europa. Da otto anni ha aperto a Roma, nel quartiere Esquilino il centro d’arte e educazione MaTeMu’ fruito da oltre 7.000 giovani di tutte le culture e nazionalità fra cui molti minori non accompagnati, ragazzi rifugiati e ragazzi di seconda generazione di origine straniera.

Coordina l’incontro Valerio Eletti , fondatore e presidente del Complexity Education Project.