29/05/2018

ARSENALE DI ROMA DISTRUTTA

Con: ANTONIO GNOLI e EMANUELE TREVI


Interviene: Er francesino

PICCOLO ELISEO
ORARIO: 19.00

Ingresso libero


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Roma è stata mille Anna Magnani. Una di quelle donne che urlavano quando Monzón picchiava Benvenuti. La madre dei ragazzini del Bambin Gesú, di quando la luce di Monte Mario calava dentro l'Olimpico di Chinaglia, di Ciccio Cordova, di Bruno Giordano e di Totti. Gloria e struggimento. La Roma delle verduraie, dei pizzicagnoli con la brillantina e lo zinale immacolato. Di quando ci si baciava dentro la Cinquecento o si faceva l'amore nei parcheggi. Del sesso di Pasolini che, nello scatto di Dino Pedriali, sopravvive alla sua morte. Dei testacoda sulla Nomentana. Quella Roma, che oggi sembra sepolta nella distruzione, prepara invece in questo romanzo la riscossa per battere il mondo infame. Una sghemba autobiografia topografica, dove memorie personali e racconti di personaggi tanto veri da sembrare romanzeschi si intrecciano alle mutazioni di una città scintillante e livida, plebea e maestosa, madre e meretrice, pura e criminale, sempre oscena, che da millenni si allena ogni giorno al «gioco dell'immortalità».

Roma era una visione. Roma è sempre una visione quando decide di fermarsi smemorata. Di assentarsi dal mondo. Di cancellare il suo stesso passato. Roma è la meraviglia quando emerge dal nulla. È un maschio-femmina nudo; enorme e invisibile; un remoto console che si apposta concentrato con il gladio in mano. Roma è una specie di fotogramma che cattura l'eternità.

Aurelio Picca Scrittore e poeta, esordisce nel 1990 con la raccolta di poesia Per punizione (Rotundo); nel 1992 è invece pubblicata la raccolta di racconti La schiuma (Gremese).
In seguito, ha pubblicato L'esame di maturità (Giunti, 1995), ristampato da Rizzoli nel 2001; I racconti dell'eternità (1995); I mulatti (Giunti, 1996); il romanzo Tuttestelle (Rizzoli, 1998), Premio Alberto Moravia, Superpremio Grinzane Cavour e finalista al Premio Viareggio; Bellissima (Rizzoli, 1999); Sacrocuore (Rizzoli, 2003); Via Volta della morte (Rizzoli, 2006); il poemetto civile L'Italia è morta, io sono l'Italia, edito per la prima volta nel 2007 e riproposto da Bompiani nel 2011; Se la fortuna è nostra (Rizzoli, 2011), Premi Hemingway e Flaviano; Addio (Bompiani, 2012); Un giorno di gioia (Bompiani, 2014); Capelli di stoppia. Mia sorella Maria Goretti (San Paolo, 2016).