21 / 03 / 2017

ALLA SCOPERTA DEI POETI PERDUTI

Luca Serianni

Terzo incontro: La poesia che si fa prosa: Betteloni e Gozzano

Nel secondo Ottocento entra in crisi il linguaggio poetico tradizionale. Una fresca immissione di parlato si ha nelle poesia del veronese Vittorio Betteloni e negli umili e realistici amori da lui cantati.


TEATRO ELISEO

ORARIO: 18:00
ingresso libero

Gli incontri si propongono una lettura, attenta alle caratteristiche linguistiche e stilistiche, di poeti che non appartengono al canone letterario e che raramente si studiano a scuola. Poeti minori, se si vuole, ma di sicuro interesse anche per il lettore d'oggi. In alcuni casi (Gozzano) siamo di fronte a poeti autentici, dotati di una voce inconfondibile; altre letture sono l'occasione per fare emergere filoni messi in ombra rispetto alle tendenze dominanti (la poesia comico-realistica del Duecento come contraltare della poesia stilnovistica) o per rivendicare la sperimentazione dei lirici barocchi, ancora oggi schiacciati sullo stereotipo negativo codificato dalla critica letteraria tradizionale.

Terzo incontro: La poesia che si fa prosa: Betteloni e Gozzano
Nel secondo Ottocento entra in crisi il linguaggio poetico tradizionale. Una fresca immissione di parlato si ha nelle poesia del veronese Vittorio Betteloni e negli umili e realistici amori da lui cantati. Più complessa e raffinata l'operazione compiuta qualche decennio dopo da Guido Gozzano, che va letta come controcanto ironico rispetto ai temi dannunziani e che, in generale, non dissimula la cultura letteraria dell'autore; la novità sta, come scrisse Eugenio Montale, nella capacità del poeta torinese di dare «scintille facendo cozzare l'aulico col prosaico».